sabato 31 agosto 2013

Le Signore di Vicofertile (Parma): V millennio a.C.

Qualche anno fa Romina mi mandò una fotografia in regalo: era quella di una bellissima statuina in terracotta del V millennio a.C., trovata pochi chilometri a sud-ovest di Parma. E' la cosiddetta Dea madre di Vicofertile,  rinvenuta in un cantiere edile  nel 2006, con la scoperta di una necropoli della Cultura dei "Vasi a Bocca Quadrata", del Neolitico evoluto. Mio fratello mi fece all'epoca notare che in origine questa zona non faceva parte di Vicofertile, ma di Valera, e che quel punto geografico era molto importante per me: in pratica le tombe neolitiche sono state trovate di fronte alla casa dove sono nata e vissuta fino alla veneranda età di (quasi) 1 anno. Il che mi ha ancora più emozionato ed invogliato a saperne di più. 
Figura 1. La necropoli neolitica della Signora di Vicofertile (da questo sito ), la cui tomba (cerchiata in rosso) ha intorno  sepolture di giovani adulti e di un bambino (1). Nella tomba della Signora è stata rinvenuta la statuina di dea Madre (fig. 2)

venerdì 30 agosto 2013

Cronica de un’istadi annunziada

de Francu Pilloni

“Stessa praia, stessu mari”
Cantàt una canzoni
E funti bénius appari
De sa Turri in s’ingroni.

Cun olieras a sprigu
E cun sa conca in aria
Lassant s’opprigu
in su portu ‘e Tunaria.

E Francu po isballiu
Poderat su timoni
Si creit ammiralliu
Asube u’ galeoni;

mercoledì 28 agosto 2013

Nuraghetti con accompagnamento umano

Sono noti finora tre "modelli di nuraghe" con figure umane scolpite (1): 1. in arenaria gessosa, dal nuraghe Cannevadosu nel Sinis di Cabras (OR) (figura 1): un' imponente struttura ad un centinaio di metri a sud della necropoli di Monte Prama (un secondo modello da Cannevadosu, ricalca fedelmente quelli rinvenuti a Monte Prama stesso, pg. 296 del rif. 1);   2. in arenaria gessosa da Serra e is Araus, nel Sinis di  San Vero Milis (OR) (figura 2) 3. in arenaria quarzosa da Paulilongu (San Sperate, CA) (figura 3).
Figura 1: uno dei due modellini  ritrovati al nuraghe Cannevadosu, (Cabras, poche centinaia di metri a sud/ovest della necropoli di  Monte Prama) raffigurante, secondo Ugas, un altare a forma di nuraghe con personaggio orante (2). Dal sito provengono anche un secondo modellino e la base di una statua (1). 

martedì 27 agosto 2013

L' ossidiana dei fratelli Atzori

di Mikkelj Tzoroddu

Essendo questo lo spazio dedicato all’ossidiana ed avendo manifestato il Sanna una velata malinconia che ricordava Gianni Atzori, desidero con (colpevole?) ritardo dare voce a quella malinconia, legata quivi, non alla sola “preda corbina” (which literal meaning is “black raven stone”) ma anche ad altro. Prendo da una preziosa pubblicazione del 2001, dal titolo emblematico “OSSIDIANA”, interamente dedicata a “Gianni e Peppineddu Atzori” (1).
Estraggo ed aggrego liberamente:

«[…] siamo cresciuti nella bottega di nostro padre che era falegname. Da essa sono usciti pezzi d’artigianato importanti che ancora segnano il volto di Oristano. Per esempio gli infissi di Palazzo Falchi, in via Dritta, realizzati a partire dal ’27; i portali della scuola media n. 1, in piazza Manno; gli arredi liberty di Casa Porcella.»

lunedì 26 agosto 2013

Rimasti impietriti nei cippi di epoca romana

In questo post lascio parlare solo storici ed archeologi; riguardo ad un tema che considero di grande fascino ed interesse. Il mio contributo personale si limita al titolo del post ed alla sintesi delle didascalie. AB

Figura 1. Cippo antropomorfo da Bortigali, con schema a T del volto, ritenuto di tradizione nuragica. Da: A. Stiglitz, Un'isola meticcia: le molte identità della Sardegna antica. Geografia di una frontiera, Bollettino di Archeologia on line I 2010/ Volume speciale A / A3 / 3 

domenica 25 agosto 2013

Foto del giorno: faretre votive nuragiche

E con questa "foto del giorno" inauguro una nuova etichetta-catalogo che cercherà di comprendere  materiale sardo-nuragico disperso tra i vari musei del mondo e siti d'aste online. In questo caso abbiamo due faretrine votive dell'età del ferro,una proveniente dall'Etruria , l'altra da Tharros .

Un  ringraziamento per la segnalazione va all'amica Maria Franca del gruppo FB "Viaggio nelle antichità della Sardegna".
Romina

sabato 24 agosto 2013

Sa gruta

de Nanni Falconi

.....Andeit deretu a su montigru de Lotoa fintzas a su Cùcuru de sos Astores. Non b’aiat àpidu nen mancu bisòngiu de nche pigare a cue pro andare a ue depiat andare. Antzis fiat su caminu prus matanosu su chi fiat leende. Lu fiat faghende ca non cheriat bìdere su pastore chi, dae cando si nde fiat andadu isse, aiat in allogu sa tanca de Padru Cugadu. L’aiat dèvidu nàrrere a ue fiat andende e no nd’aiat gana de iscobiare a neune sos segretos suos.

Bidende∙la dae su cùcuru de Lotoa, sa falada chi si li paraiat a dae in antis li fiat pàrfida curtza, e pagu matanosa a fàghere, fintzas si lu fiat bidende chi si trataiat de andare in unu rocàrgiu malesadu. In totu sos annos chi fiat istadu in sa badde de Lerno non li fiat capitadu mai de falare su montigru de Lotoa dae cussa banda de riu. S’abigeit luego chi aiat fartadu a leare cussa truncadura.
S’imburvada chi fateit a puntingiosso s’assomigiaiat a cussa de unu porcu abru apretadu dae sos canes. 
E che unu porcu abru li tocheit de isfrascare in sos coladòrgios suos, colende in mesu de rocas, tupas de Aladerru e frores de fèrula sicos.
Su frascàrgiu fiat gasi carcu chi l’impediat de bìdere fintzas su chelu.
A mesu falada su solu inditu chi podiat sighire fiat su crocolliare de unu traineddu de abba chi galu falaiat dae carchi strumponeddu in su riu. 
Ca in s’istiu, su riu Mannu de Bidducara in cussu calancone iscurret in mesu a sos còdulos in traineddos lenos e a bias s’imberghet suta sa rena pro cumpàrrere carchi metre prus a dae in antis in pojùculas de abba lìmpida e frisca. 

venerdì 23 agosto 2013

L'Unione Sarda e La Nuova Sardegna: ce ne parleranno?

Oppure, in alternativa, anche i siti della Sovrintendenza: ce ne parleranno prima o poi di questo vasetto d'uso comune, nuragico e riparato in antico con una grappetta di piombo sardo (1,2,3) (Figura 1)?
Figura 1. Figurina in bronzo dal nuraghe Cabu Abbas (Olbia), con in testa un vaso con anse a gomito rovescio, paragonato alla ricostruzione virtuale del vasetto rinvenuto a Pyla-Kokkinokremos (1). In basso a destra il reperto originale (dal riferimento 2). 

mercoledì 21 agosto 2013

Eventi: La Bastida di Sorres 3° Edizione 24 - 25 agosto 2013 Borutta (SS)

Nel colle dove sorge l’antica cattedrale di San Pietro, esisteva un tempo una città.
Delle antiche case, delle antiche strade, nulla più rimane. Eppure la vita, lassù a Sorres, scorreva tra i quartieri, la si avvertiva nel vociare degli abitanti e dei viaggiatori o si fermava con rispetto durante le numerose cerimonie che si svolgevano nella mistica penombra di San Pietro.

lunedì 19 agosto 2013

Rara stele villanoviana (VIII sec. a.C.)

Dal sito del comune di Bologna.

"Stele funeraria
Questa stele, di forma irregolarmente rettangolare, costituiva il segnacolo di una tomba ad inumazione, per il resto priva di qualsiasi segno di distinzione.

Informazioni aggiuntive
Il relativo corredo era infatti formato da un coppia di semplici orecchini a spirale in bronzo. Del tutto eccezionale invece il segnacolo decorato. Solo tre infatti sono, nelle necropoli felsinee, le stele decorate prima dell'affermarsi della scultura in pietra nel corso del VII secolo a.C. Questo esemplare reca incisa la figura di un'abitazione con tetto a doppio spiovente. La facciata è decorata da due rettangoli con un punto centrale, interpretabili forse come porte o come elementi decorativi. La raffigurazione costituisce un prezioso documento per ricostruire la forma delle abitazioni di età villanoviana.


domenica 18 agosto 2013

Sa Sedda 'e sa Caudela. E altre sepolture nuragiche.

di Atropa Belladonna

Ma voi avete mai sentito parlare di non una bensì di due sepolture multiple nuragiche dove gli scheletri sono disposti a raggiera? Una si trova a Sa Forada de is Campanas (Villasor, CA), in un primo tempo classificata come Romana (sebbene con un "?"), con sei corpi in una caratteristica disposizione a raggiera (1). L' altra, analoga ma non meglio specificata, a Ploaghe (SS), in località Chiddaroni (1). Non ho accesso nè a foto nè a disegni, almeno per il momento, ma confesso che sebbene queste disposizioni siano caratteristiche, io non ne avevo mai sentito parlare. Poichè non riesco a saperne di più, però, parlo di altre sepolture dell' età del bronzo in Sardegna, che mi hanno assai colpito: quelle di Sa Sedda  'e sa Caudela (2,3).

Figura 1. Sa Sedda  'e sa Caudela, planimetria generale, dis. di A. Usai (3)

Si tratta di due tombe megalitiche dell' età del bronzo, nei pressi di Collinas (Medio Campidano), più una cista (Figura 1) (2). La tomba A conteneva i resti di almeno 103 individui, di cui non meno di 25 bambini tra 1 e 12 anni. Tra i reperti, una una stupenda pisside decorata a puntinato (3). La tomba B recava i resti di 239 individui, di cui 166 sopra i 12 anni; tra gli individui non adulti, anche alcuni resti di feti. Tra i reperti 3 vasi "Nell’angolo dietro il blocco dello stipite destro dell’ingresso", tra cui un' olla che conteneva resti infantili.

sabato 17 agosto 2013

Foto del giorno: bronzetto votivo sardo scambiato per romano?

Bronzetto votivo, forse definito erroneamente romano, sembra rappresentare una delle nostre famose donne offerenti nuragiche. Risulta essere stato venduto all'asta  per 100 euro.
Roman bronze votive figure of a draped woman, 2nd Century 

giovedì 15 agosto 2013

A silica glass scarab of king Tut

by Siziliano

Figure 1: the glass scarab found in the
tomb of Tutenkhamon
Scarabs of Egyptian origin are found at places where nobody would expect them. They are sometimes SO UNEXPECTED that even the material from which they were made (ivory, bones, solid rocks and what not) are not recognized, not even by experts – and the epoch when they were handicrafted is matter of debate (they get older and older from day to day).

The recent discussion of an Egyptian scarab found in a site definitely identified as Sardinian has triggered me to keep my antennas open.

By chance, I stumbled over a TV transmission, where a scarab was studied found in a necklace found in the tomb of Tutenkhamon (see figure 1, one finds more photos of this type).

This scarab is clearly of glass, with a light-greenish, yellowish transparent texture. Assumptions that the material is of mineralic origin, were immediately discarded, the material is of amorphic, and not mineralic structure.

mercoledì 14 agosto 2013

Mostra di Arte Recentissima ad Oristano

di Stella del Mattino e della Sera

Si inauguró nel 1996 una mostra di Arte Recentissima all´Antiquarium di Oristano. 

I curatori iniziarono subito una diatriba con i numerosi visitatori che si aspettavano di vedere capolavori di transavanguardia postatomica e foto di bondage, epperó trovarono solo didascalie del tipo "La mostra STELAI- Le pietre sepolcrali del Sinis ha visto come protagonisti i misteriosi volti scolpiti su pietra delle stele funerarie ritrovate nel territorio del Sinis. Rappresentazioni schematiche del “ritratto” dei defunti imprimono sull’arenaria affascinanti fattezze degli uomini del II-I secolo a.C.

martedì 13 agosto 2013

La parabola dell’Allocco

di Mikkelj Tzoroddu

C'era una volta un Allocco che credeva ai miracoli. Egli, credendosi anche molto bravo nel suo genere, non aveva il minimo dubbio che avrebbe stampato (così lo prende in giro la moglie) il suo best seller da milioni di
Immagine dal National Geographic
copie! Passarono i giorni, passarono gli anni, ma del best seller non si vide nemmeno l’ombra. Non solo, tutto quello che scriveva (che lui credeva molto rivoluzionario e carico di quegli elementi atti sovvertire il comune modo di vedere il passato) non veniva degnato d’una pur flebile nota che ne ravvisasse la presa di possesso da parte di una qualche piccola schiera di lettori. Avete presente il predicatore nel deserto? Ecco, tale era l’immagine che sempre più nitida si andava delineando nel suo presente futuro.
Finché, non accadde qualcosa di veramente straordinario che fece capire all’Allocco essere venuto il tempo in cui anche il deserto, divenuto lussureggiante per il suo ciclico andare, si stesse di nuovo popolando anche di persone.

lunedì 12 agosto 2013

Gigi Sanna, you have been FOCUSed

Nel numero estivo di Focus Storia Collection si parla di alcune popolazioni/culture presenti in Italia
Una stele funeraria scritta dei Piceni
(Penna Sant'Andrea,
ca. V sec. a.C., da questo sito)
prima che Roma divenisse una strapotenza, ed in parte anche durante il suo strapotere. Il numero si apre con un'interessante intervista al genetista Paolo Francalacci e continua con ben 7 articoli dedicati agli etruschi; poi articoli che parlano dei celti e degli antichi abitanti di Sicilia, Calabria, Puglia, Marche, Campania, Abruzzo, Molise, Veneto, Umbria, Liguria, Lazio.
Il numero speciale si chiude con un articolo dedicato ai nuragici: I costruttori di torri. Per la Sardegna i due esperti di riferimento sono stati Giuseppa Tanda e Giovanni Ugas, e l' articolo è a firma di Aldo Carioli. Liberi di crederci o meno, ma c'è anche un paragrafo siffatto: "L'enigma della scrittura. I nuragici sapevano forgiare armi e opere d'arte in bronzo, conoscevano una chirurgia primitiva (nei casi più gravi si ricorreva alla trapanazione del cranio) e soprattutto erano esperti navigatori. In tutto il Mediterraneo, da Gibilterra all' Egeo, si incontravano le loro imbarcazioni con la prua a testa di cervo che trasportavano le merci scambiate con gli Etruschi o il lontano Egitto. Eppure non conoscevano, pare, la scrittura: della loro parlata, tra le più antiche e imparentata solo con quella dei baschi (che costituisce un ceppo linguistico a sé) non abbiamo nessuna testimonianza scritta. 

domenica 11 agosto 2013

Intolleranti al lattosio: e chi non lo era?

Lo erano tutti o quasi, tranne i lattanti. Per lo meno fino ad un bel pò di tempo fa: ancora durante l' ultimo periodo glaciale (da.ca. 110000 a ca. 12000 anni fa) se avessimo bevuto latte dopo lo svezzamento ci saremmo buscati come minimo una devastante diarrea. E tutto perchè il latte contiene lattosio, uno zucchero particolare (formato dall' unione di glucosio e galattosio, attraverso  una dispendiosa via biosintetica,) che c'è solo nel latte, nelle  forsythie e in alcuni non ben definiti cespuglioidi (1,2,3). Per digerire il lattosio abbiamo bisogno dell' enzima lattasi e qui arrivano i guai, perchè natura richiede o meglio richiedeva che la lattasi venga silenziata e spenta dopo i primi anni di vita (si chiama downregulation). Ancora oggi, a livello mondiale, solo ca. il 35% delle persone digerisce il lattosio in età adulta, con considerevoli differenze geografiche però (figura 1) (2,3), avendo ereditato particolari mutazioni genetiche che fanno rimanere la lattasi accesa ed attiva: caspita ecco perchè nel nord europeo tante persone bevono con gusto il latte anche a pranzo, guardate che bel colore blu scuro!  nel Regno Unito, ad esempio, virtualmente tutti gli adulti sono in grado di bere latte come se nulla fosse, mentre nell' Italia del nord-est solo ca. il 30% lo è. 

Figura 1. Le isole della tolleranza al lattosio negli adulti, con le relative percentuali di popolazione adulta in grado di bere latte (da. 1)

giovedì 8 agosto 2013

Popoli del Mare: quale presente?

Figura 1: sommario dei documenti egizi che menzionano i Popoli del Mare; le lettere di Amarna sono scritte in cuneiforme accadico. I testi egizi in realtà definiscono "del mare" solamente Sherden, Shekelesh, e Eqwesh (rielaborato da 1).

mercoledì 7 agosto 2013

Looking around

by Siziliano

Dear all, allow me to submit from time to time some comments or contributions of events that are not in
Testina in piombo,
da materiale sequestrato dai
Carabinieri di Oristano (1). MP
everybody’s focus.
The ALEXANDER-VON-HUMBOLDT foundation supports scientific exchange around the world. Their Journal “Humboldt kosmos” from this year (appears semi-annually) shows an aspect that might be interesting in the context of Sardinian excavations (tick English in the top right corner): the second article has the follwing title: Why Should Grave Robbers Fear Google?*
It describes the use of Google Earth to document illegal digging through a newly set project by an archaeologist.

PS: Article #5 is entitled
What Secrets Are Hidden in the genes of the Langobards**

(might be interesting for a certain fraction of the MontePrama readership).

martedì 6 agosto 2013

I primi passi del proto-cananaico

di Atropa Belladonna

Nel 1868 vengono scoperte sia la stele di Mesha, uno dei più famosi ed estesi testi alfabetici dell' Età del Ferro (ca. 840 a.C.), sia la prima iscrizione in proto-sinaitico, anche se Palmer, lo scopritore, ancora non lo sa (1,2). La differenza formale tra i due testi non potrebbe essere più spiccata (fig. 1): l' eleganza, la ricchezza di contenuti e la linearità del primo, all' epoca non fanno minimamente sospettare che il documento di Wadi-el-Maghara (Sinai 348, fig. 1), con i suoi commoventi tratti "infantili", possa essere un suo autorevole antenato. Sarà solo con gli scavi  di Petrie a Serabit-el-Khadem, nel 1904-1905, e la pubblicazione delle iscrizioni nel 1906 e nel 1916, che si capirà di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo e di terribilmente antico: i precursori, datati alla prima parte del II millennio a.C., di quelli che diverranno gli alfabeti semitici del I millennio a.C. (1,2a) e che per convenzione definiamo alfabeto fenicio e suoi derivati.

lunedì 5 agosto 2013

Foto del giorno: Pithos con scritta in lingua protocananea

Frammento di vaso rinvenuto nei pressi del Tempio di Gerusalemme, recante un'iscrizione in lingua cananea.
 Datata al x sec. a.C, è il più antico testo scritto alfabetico mai scoperto nella città.  http://www.pasthorizonspr.com

domenica 4 agosto 2013

Si mi ponides mente

Rinfreschiamoci la mente e gli occhi con questa poesia di Nanni. MP

de Nanni Falcone

Si mi ponides mente,
Sorgenti di Pubusinu - Fluminimaggiore 
in carchi mesudie de istiu
chi amus un'iscuta de badas,
andamus
a unu de cuddos logos
cuados
de sa pitzinnia mia.
In su tardu beranu
isse est cugudadu
de tupas de Saucu
de frores biancos froridu.

Andamus
a ue s'umbra
binchet sa calura
e nos setzimus
in sos setzidòrgios
afaca a sa funtana
inghiriada dae fìlighe bàsciu
e dae lanedda birde isfusta.

giovedì 1 agosto 2013

Foto del giorno: un segno internazionale e non ponderale

Questi tre lingotti, di piombo, rame e stagno,ritrovati rispettivamente  in Sardegna, Creta e sul relitto nei pressi di Israele, presentato tutti lo stesso contrassegno. In riferimento a tale marchio ,precisamente riferendosi a quello impresso nel lingotto plumbeo di Monastir, il prof G. Ugas,in  Atti del Convegno di Studi di Selargius dell'86, afferma trattarsi di "contrassegno problematico" escludendo possa riferirsi a valore ponderale.