giovedì 31 luglio 2014

Gli antichi Sardi di Serra is Araus e di Pauli Crechi

Nel bellissimo sito web del Capu Mannu project  si possono ammirare le ultime novità sulle campagne di scavo in una zona archeologica di grande interesse: Serra is Araus. Poco più a sud uno di quegli stagni dove si alternano secche e inondazioni, nel corso dell'anno: Pauli Crechi (fig. 1). Ci troviamo nella parte settentrionale della penisola del Sinis (Oristano, Sardegna), nell' Isola amministrativa del Comune di San vero Milis (fig. 2) e circa 7 km ad ovest del famoso nuraghe S'Uraki


Fig. 1: l'estremità nord-ovest della penisola del Sinis, con Serra is Araus e Pauli Crechi

mercoledì 30 luglio 2014

Paleo-Babylonian Love for Mathematics

by Siziliano

Translation in English, for the original text see link, or the end of this article:
Babylonians were outstanding astronomers. Mathematics was considered to be a useful tool-but it might also have been a toy for fun. This might be concluded by fragments of two clay tablets from the asset of the British Museum (BM). Mathieu Ossendrijver (Professor for history of science in the antique world at Humboldt University, Berlin) presents his studies on playing with numbers from the time period of 450 – 200 BC in the actual issue of “J. Cuneiform Studies”. (Mathieu Ossendrijver, The Powers of 9 and Related Mathematical Tables from Babylon,  Journal of Cuneiform Studies 66 (2014), 149-165, ndr)

How come?

lunedì 28 luglio 2014

Bardane nuragiche: happy end con le seadas puniche e l'apericena

di Stella del Mattino e della Sera

V secolo a.C., da qualche parte a Alicarnasso. Il giovane Erodoto ha l'hobby di bazzicare nei porti e nei lupanari e di raccogliere le storie dei viaggiatori ivi convenuti. 
Ciò che la dice lunga sulla sua dura lotta per l'esistenza.

Niente: un bel giorno un caposcarico di ritorno da Cartagine gli presenta questo bel quadretto idilliaco, che lui riporta fedelmente nel suo diario personale al libro IV-comma 196: "I Cartaginesi affermano l’esistenza di un territorio libico, con relative popolazioni, anche al di là delle Colonne d’Eracle; quando si recano presso queste popolazioni con le loro mercanzie le scaricano sulla spiaggia in  bell’ordine, risalgono sulle navi e mandano un segnale di fumo; gli indigeni  vedono il fumo e accorrono verso il mare, depositano dell’oro in cambio delle merci e quindi si allontanano dalle merci stesse. I Cartaginesi sbarcano, esaminano l’oro e, se gli sembra adeguato al valore delle merci,  lo prendono e se ne vanno; se invece gli sembra poco, risalgono sulle navi e  aspettano: i locali tornano e aggiungono altro oro fino a soddisfarli. Nessuno dei due cerca di raggirare l’altro: i Cartaginesi non toccano l’oro finché non gli sembra adeguato al valore delle merci, e gli indigeni non toccano le  merci prima che gli altri abbiano ritirato l’oro." 

All'inizio parlava la pietra

Fig. 1
La chiamano In the beginning questa sezione dell'Israel Museum. E se uno non la vede non può crederci: perchè prima di darsi alla ceramica, gli uomini fecero parlare la pietra. Eccome!
Siamo millenni prima l'arrivo del popolo di Israele in Terra di Canaan. Da Gilgal proviene una statua in pietra calcarea (fig 1), dove la bocca è un accenno e lo schema T è di eccezionale prominenza.

domenica 27 luglio 2014

Senti chi parla

E' uscito ieri su "La Nuova Sardegna" un articolo che parla della collezione Elie Borowski di antichità sarde. Ne abbiamo parlato in più occasioni anche noi. E' abbastanza chiaro che la collezione origina da pezzi comprati per vie poco pulite, ed è questo il punto su cui si concentra l'articolo di Luca Fiori. Ma io dico: può un pezzo che punta il dito sui furti rubare ad altri? Evidentemente sì (anche se fa un pò sorridere), visto che la parte introduttiva è presa quasi paro paro da un nostro post, ed in particolare in una frase appaiono analogie formali e sostanziali sorprendenti. 

"La mostra di Karlsruhe comprendeva nel 1980 tre grandi aree contributive: i bronzetti provenienti dai musei nazionali di Cagliari e Sassari, quelli in prestito da musei sparsi nel mondo (da Cincinnati fino a Leningrado), e quelli provenienti da collezioni private. " (Monte Prama, 29 GIUGNO 2014)". 

"La mostra di Karlsruhe comprendeva nel 1980 tre grandi aree contributive: i bronzetti provenienti dai musei nazionali di Cagliari e Sassari, quelli in prestito da musei sparsi nel mondo (da Cincinnati fino a Leningrado), e quelli provenienti da collezioni private." La Nuova Sardegna, 26 Luglio 2014

Pillole alfabetiche: zayin/d

Dopo la Waw, ecco la Zayin. Questa è una lettera di cui è un pò difficile seguire l'evoluzione, perchè è una delle lettere "doppie".  Nel corso dei secoli si sono apparentemente fusi due suoni, z e d: cioè zeta e un suono interdentale come  nell'inglese "this";  forse si sono fusi anche due segni distinti. Nel proto-sinaitico (1) la zayin è attestata con due lineette parallele; nel proto-cananaico è sempre un segno doppio, ma decisamente differente.


1. Varianti di lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

sabato 26 luglio 2014

L'ava

Mentre la mostravo a Romina, dal libro di Thimme sulla collezione Borowski di arte sarda, lei mi ha buttato lì l' ipotesi che questa sia  una "nonna" dei bronzetti. Voi che ne pensate di questa antica signora con la "testa a pollice"? Secondo me potrebbe protestare e dire "Non sono (solo)una signora!". Ricordiamo che il catalogo Borowksi di arte prenuragica e nuragica è tradotto da Rossella Maltinti sulla pagina FB S'Ischisorgiu Furau 

giovedì 24 luglio 2014

Ieri e oggi. E senza domani.

Caro Gianfranco, oggi devo raccontarti una storia un pò brutta. Leggi con attenzione, e non sobbalzare troppo sulla tua nuvoletta.... 
Dal 1977 al 2014: sin, le tombe nuragiche a pozzetto di Is Aruttas , oggi sacrificate negli scavi di cava (dx e sotto). 

martedì 22 luglio 2014

La luna nel pozzo

Nuraghe Santu Antine di Torralba: l'imboccatura del pozzo della torre settentrionale, scoperto negli scavi del 2005 (1).  Secondo gli autori il pozzo venne fornito di ghiera in muratura durante la fase di abbandono nel Bronzo Finale/Primo Ferro. Immagine da questo sito. 

lunedì 21 luglio 2014

Un talismano da Villa Verde. Tre sole lettere in un dischetto di bronzo per uno straordinario inno a rebus ideato dagli scribi nuragici.

# Gigi Sanna e il codice nuragico

di Gigi Sanna
dedicato a Francesco Masia


ALLA RICERCA DI UN CALZINO SPAIATO Ovvero, del perché Coracodes ha questo nome.

di Sandro Angei

Il porto di Cornus, che finalmente è stato ubicato proprio nell’arco di S’Archittu,  com’è ben spiegato in questo sito: http://www.sarchittu.net/tempi.html, cela ancora  un segreto. Per quale motivo il porto di Cornus era chiamato Coracodes limen?
Massimo Pittau, ci spiega la glossa in termini di radici greche del nome, che a suo dire significa letteralmente “porto a forma di becco di corvo”. Dal punto di vista linguistico nulla da eccepire, ma… si ferma qui.
Ora immaginiamoci la scena del primo mercante greco che approda e per tanto vede per primo il porto di Cornus dal mare e chiede al capitano della nave: “Comandante che porto è questo?” Quello gli risponde tronfio “Il porto di Coraš”.

domenica 20 luglio 2014

Pillole alfabetiche: waw

Dopo la He, ecco la Waw: nel proto-sinaitico (1) è attestata come una sorta di mazza con terminazione rotondeggiante e disposta in orizzontale. Evolve in seguito come segno a forcella o a Y. 

1. Varianti di lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

venerdì 18 luglio 2014

Il pozzo di Mistras secondo Atropa

di Atropa Belladonna
Ringrazio Stefano Sanna per avermi mostrato il pozzo e altre meraviglie del meraviglioso Sinis

Vedi anche:
Mistras di Cabras. Il magnifico pozzo (באר) sacro scritto di Yabal Yan'a Toro della Luce, 4.06.2014
Antichi pozzi di legno nell' Europa centrale. Cioè, antichissimi, 5 GIUGNO 2014
Pozzi quadrati qua e là nel Mediterraneo (e oltre), 11 GIUGNO 2014
I viticoltori nuragici della laguna di Mistras, 22 GIUGNO 2014
Il Pozzo di Mistras secondo Franco Laner,  8.07.2014

La cosa più importante di tutte adesso è tutelarlo, questo pozzo: non so di quale epoca sia, so però che è una rarità, con la vera costruita così, con pesantissimi pietroni di arenaria ad incastro e i due conci a T; per lo meno io di uguali non ne ho trovati.
Si arriva al pozzo in modo piuttosto facile (se si sa dov'è!), con la sola preoccupazione di evitare il giunco spinoso nelle immediate vicinanze del pozzo stesso (fig. 1). Noi ci siamo stati quattro volte e non abbiamo incontrato nessuno cui chiedere informazioni sul pozzo stesso o sul terreno su cui è stato costruito. Si vede che siamo sfortunati.

Su Deus corrudu

de Nanni Falconi

Dedicata a Atropa Belladonna, Gigi Sanna, Mikkelj Tzoroddu, Romina,  Francu e a tutte le persone, scriventi o solo semplici lettori che attraverso questo blog cercano di rinnovare la storia della Sardegna.

Su trau lughente,
su Deus corrudu, balente
onnipotente e luminosu,
su nùmene de su cale
pronuntziare non si podet
dae s’antigòriu. Su mere de sa scritura
suo su primu sinnu de s’alfabetu
suos sos fràigos spantosos chi amus pesadu,
suos totu sos sinnos chi agatamus
in sa lanedda betza de sas pedras.
Suas sa abbas de sas mitzas e cussas de su mare birde.

lunedì 14 luglio 2014

domenica 13 luglio 2014

Il pozzo nuragico dell'ipogeo di San Salvatore (Cabras)

Ipogeo di San Salvatore  (Cabras, OR). Ambiente absidato con altare cristiano (?) di fronte al pozzo nuragico, cilindrico, oggi protetto da una ghiera in vetro. Nel pozzo è ancora presente una vena d'acqua.  Immagine da questo sito.

sabato 12 luglio 2014

Pillole alfabetiche: he

Dopo la dalet, ecco la He: nel proto-sinaitico (1) è attestata come "antropomorfo a braccia alzate", trasformandosi nel corso dei secoli in un segno simile alla nostra E, di cui è il precursore.

1. Varianti di lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

giovedì 10 luglio 2014

I signori di Yericho e i loro scarabei

Fig. 1. Scarabeo in steatite TS.99.G.500 dalla t. D.641, con l’iscrizione 'dmr Rḫa («governatore di Gerico»): era collocato sul petto della defunta più giovane, una fanciulla di circa 12 anni (dal riferimento 1) (XX-XVIII  a.C, Bronzo Medio) (vd. figura 2). Il leone accovacciato dà lettura rw (ru), e divenne in seguito la lettera L in epoca tolemaica. 

mercoledì 9 luglio 2014

Pillole alfabetiche: dalet

Dopo la gimel, ecco la dalet: il "pesce" D è un pò controverso per il proto-sinaitico, seppure non esista al momento nessuna alternativa per questa lettera (1). Nel corso dei secoli evolverà in una sorta di triangolo scaleno, con l'aggiunta di una "stanghetta" nel fenicio standard. 

1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

lunedì 7 luglio 2014

I Shardana in estate

Giovanni Masala ci segnala un suggestivo ed importante appuntamento: anzi tre.

I Shardana, la grande opera lirica di Ennio Porrino, ambientata nella Sardegna nuragica, verrà eseguita in forma di concerto nei prossimi giorni a Barumini (giovedì 10 luglio, ore 21), Nora (martedì 15 luglio 2014, ore 21) e a Santa Cristina (giovedì 17 luglio 2014, ore 21)

sabato 5 luglio 2014

STUDIO SU AMSICORA OVVERO QUANDO AD AMSICORA VENNE LA SINCOPE DELLA “O”

di Sandro Angei

Questo studio ha inizio con un gioco di parole sul nome Amsicora.
Amsicora è una figura dai natali alquanto incerti, visti gli studi fatti su di lui. C’è chi lo titola di origini sarde, chi di origini sardo-puniche, chi di origini solo puniche. C’è anche chi riferisce che lui, Amsicora, si vantasse di avere origini Troiane. Alcuni ritengono che i suoi avi fossero delle lande medio orientali e chi addirittura lo vuole originario del paese delle favole e tutto per quel nome alquanto astruso: Amsicora. Nome che è difficile da pronunciare e non sia mai pronunciarlo con l’aspirazione di Hamsicora o addirittura con la variante Hampsicora, che è quasi un salto mortale fonetico.
Queste mie, sono considerazioni basate su constatazioni molto semplici, che non si prefiggono di dare la spiegazione ultima al dilemma, ma offrire una soluzione alternativa nella composizione del
sorprendente puzzle della storia di Sardegna.

giovedì 3 luglio 2014

Pillole alfabetiche:gimel

Dopo la beth, ecco la gimel: secondo la maggioranza degli autori, la gimel non è attestata con sicurezza nel proto-sinaitico (1), mentre compare come una sorta di "bastone con gomito" nel proto-cananaico del XII sec. a.C.. 
1. Varianti di lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

mercoledì 2 luglio 2014

I pesi della fibula

a. peso da telaio con fibula impressa (VII-VI sec.a. C.), Agora di Selinunte: è la più antica impressione di una fibula conosciuta nel Mediterraneo (1); b.  Peso da telaio con impressioni di fibula e pinzetta, da Oppido Lucano, IV-III sec. a.C.; c. peso da telaio con fibula impressa, Metaponto (Basiliciata), IV sec. a.C. , da contesto templare.

martedì 1 luglio 2014

L’epigrafe del castello di Laconi

di Matteo Corrias 
 Si hi tacuerint, lapides clamabunt! (Luca 19, 40)

Sull’origine e la reale natura del cosiddetto “castello” di Laconi esiste ormai una cospicua bibliografia[1]. Pur nella sostanziale assenza di fonti documentarie, non pare tuttavia improbabile l’ipotesi per cui l’erezione – come sostengono Giuseppe Spiga e, sulla sua scia, Murru e Zucca – debba farsi risalire «al momento in cui, subito dopo il Mille, l’infiltrazione sempre più profonda e massiccia dei continentali in Sardegna, sia laici sia religiosi, determinò, ben presto, una situazione di pericolosa competitività fra i quattro stati sovrani in cui l’isola è divisa nel Medioevo»[2]. Si tratterebbe insomma, almeno in origine, di una fortificazione militare, costruita, quasi certamente a partire da un precedente insediamento fortificato databile al X secolo[3], a seguito del verificarsi di una situazione potenzialmente pericolosa, che rese necessario, all’inizio dell’XI secolo, il rafforzamento delle strutture difensive ai confini del giudicato di Arborea. Una decisiva conferma di quest’ipotesi di datazione ci è fornita dalla data che si legge nell’ultima riga dell’epigrafe murata sul lato destro della monumentale porta d’ingresso, correttamente interpretata già dal La Marmora:

anno mliii indictione septima xiiii kalendas iulii