domenica 31 agosto 2014

Una curiosa ipotesi di Vincenzo Santoni: e se quel "doppio betilo" di Serri fosse il resto di una statua?

Fig. 1. a.  Il cosiddetto "doppio betilo" altezza m 1, larghezza alla base m. 0.65, profondità m. 0.27), dal complesso nuragico di S. Vittoria di Serri al momento del ritrovamento (in realtà la parte decorata era nascosta, disposta contro il muro e Taramelli girò il manufatto per fotografarlo) (1); b. Immagine capovolta secondo la proposta del 1977 di Santoni, che ipotizzò che l'oggetto fosse il resto di una colossale statua antropomorfa, riutilizzato in seguito per l'infissione di oggetti votivi (2). 

Pillole alfabetiche:lamed

Dopo la Kaf ecco il Lamed: nel proto-sinaitico il lamed è attestato con un segno a bastoncello terminante con un ricciolo (1); nel proto-cananaico a volte è simile ad un ricciolo più corto e ha orientazione varia; evolve in seguito in un segno molto simile alla nostra L. 

1. Varianti di lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

venerdì 29 agosto 2014

Novità da Monte Prama? Forse la città nuragica di Tharros

di DedaloNur 


Monti Prama (gennaio 1983). Uwe Wienke Luciana Wienke-Serra
Avevo provato a spiegare che quel coccio punico era, a seconda dei punti di vista, o un profeta di sventura o una fortuna inestimabile. Sulla data di distruzione dei Giganti, nessuna novità dai recenti scavi di Monte Prama, ma non c’è neppure da stupirsi dello stupore perché in pochi credettero a quel che il coccio punico testimonia. Ricapitoliamo brevemente: i recenti clamori sulla distruzione del santuario di Monte Prama, il tragico ed epocale evento che pare essere il punto di non ritorno della cultura Nuragica, che durante il IV sec. a.C. fu probabilmente una civiltà a tutti gli effetti, servono solo a suscitare interesse su quanto già appurato dagli scavi di Tronchetti negli anni 70.

giovedì 28 agosto 2014

Quella piccola "A" e il Tridente della Montagna

 Si ringraziano Mario Atzori e Paola Lai per la segnalazione dell'articolo su Archeologia Viva di settembre-ottobre 2014. 
Fig. 1: segni che Giovanni Garbini considera di scrittura filistea, incisi su alcuni dei conci di coronamento del nuraghe Nurdole di Orani (NU). Secondo gli archeologi i conci di coronamento, su cui sono incisi diversi segni/simboli, risalgono al XII-XI sec. a.C. Da: Maria Ausilia Fadda, IL SACRO MONTE DI NURDOLE-Sardegna nuragica, Archeologia Viva, settembre-ottobre 2014, 167: pp. 28-40  (1). 

martedì 26 agosto 2014

Unico al mondo

"L'idea è che si tratti di un posto straordinario. Credo unico al mondo". Gaetano Ranieri, geofisico, 25.08.2014, Tg di Videolina

lunedì 25 agosto 2014

Il sacro ballo tondo dei ciprioti: κύκλιος χορός (kyklios khoros).

Da: Pavlos Flourentzos, Wind Musical Instruments from Ancient Cyprus (1/3)Wind Musical Instruments from Ancient Cyprus (2/3); Wind Musical Instruments from Ancient Cyprus (3/3) (International Congress on Cypriote Archaeology in Gotenborg on the 23rd of August, 1991). 

Autunno in Barbagia 2014

I primi appuntamenti di Autunno in Barbagia 2014 saranno con Sarule (5/6/7 Settembre) e Bitti (6/7) settembre (qui per una mappa). In tutto 28 paesi partecipano a questa edizione della manifestazione, iniziata nel 1996; chiuderà Orune (12/13/14 dicembre).

sabato 23 agosto 2014

Pillole alfabetiche:kaf

Dopo la Yod ecco la Kaf, e con lei giungiamo a metà del nostro percorso di 22 lettere dell'alfabeto semitico "standard": nel proto-sinaitico la Kaf è attestata con un segno simile ad una mano aperta frontalmente (1) o a un cespuglio; nel proto-cananaico è una sorta di alberello a tre branche, dal gambo più o meno distorto, o per alcuni una "mano a tre dita". 
1. Varianti di lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

giovedì 21 agosto 2014

Edward

In Italia venne pubblicato sotto  il titolo "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene" e con quel titolo io lo lessi, un 25 anni fa. L'originale inglese era "What We Did to Father (1960)", geniale romanzo di Roy Lewis: dopo questa data fu soggetto a numerose riedizioni e l'autore di volta in volta ne cambiò il titolo; The Evolution Man, Once upon an Ice Age, The Evolution Man or how I ate my father, e venne poi tradotto in numerose lingue.
Il titolo più bello secondo me lo hanno messo in tedesco: "Edward", e non penso che il nome del protagonista sia stato casuale, visto che l'autore aveva studiato alla King Edward's School. Edward è padre di famiglia, ma soprattutto è gioioso scienziato e innovatore, dannatamente consapevole che il progresso è inevitabile e che lui ne vuole far parte. E dannatamente desideroso di voler condividere le sue scoperte con le altre orde di umani: è lui il più grande uomo scimmia del Pleistocene, come riconosce alla fine del libro il narratore, il quale altri non è che  il suo secondogenito Ernest. Ernest che invece è
tutto il contrario del padre: contemplativo e incline alla speculazione filosofico-religiosa, in ogni fenomeno cerca ragioni soprannaturali così come Edward in ogni fenomeno cerca un pretesto per dominarlo e volgerlo a favore della sua orda e dell'evoluzione della specie. 

domenica 17 agosto 2014

Una nuova epigrafe etrusca in Sardegna?

di Alberto Areddu

Occuparsi di epigrafia, è risaputo, è assai problematico, specie laddove a questa disciplina si offrano materiali di discutibile origine, che suscitano le ironiche disattenzioni (per poi diventare levate di scudi) degli occhiuti cultori di ambito accademico, che ambiscono a mantenerla sotto il proprio rigido controllo, senza derogare alle variegate gamme di interpretazione che un testo nuovo, spesso, riesce a stimolare presso i non-accademici. Il problema è che poi loro stessi forniscono di quel manufatto, interpretazioni che conflagrano facilmente l'una con l'altra. Ecco che per fare un esempio, dal 1981 vari studiosi, quelli detti volgarmente mainstream, che spesso hanno fatto le pulci agli epigrafisti amateurs (e se non ricordo male a qualcuno di questo sito), hanno finito per fornire variegate interpretazioni su di una epigrafe "comparsa" (termine questo estremamente acconcio al caso) probabilmente agli inizi degli anni '70 in quel di Semestene, o per meglio ubicare, sulla abside della chiesetta di San Nicola di Trullas, che dista due chilometri dal borgo campedino.

sabato 16 agosto 2014

Quelle Signore con qualcosa in più

Dea con faccia leonina e itifallica (Sekhmet o meglio Mut con attributi leonini, secondo diversi studiosi ) in un rilievo al tempio di Khonsu a Karnak (Egitto). Immagine da qui. Secondo gli egittologi il fallo aggiunto, una raffigurazione piuttosto rara ma  ben attestata, rappresenta il potere generativo della dea creatrice e primeva Mut e forse la sua aggressività. 

venerdì 15 agosto 2014

Una vecchia ricetta, anzi più vecchia ancora

Quando iniziarono gli antichi Egizi ad avvolgere le loro mummie in teli impregnati di resine imbalsamanti  secondo la ricetta standard? E cioè non seppellendole semplicemente sotto la sabbia bollente del deserto, che faceva sia da conservante che da dessiccante, ma avvolgendole in teli impregnati di resine, olii balsamici e altri strani ingredienti? Finora si credeva che l'uso delle resine nella mummificazione fosse sporadicamente praticato dal 2200 a.C., durante l'Antico Regno e con crescente veemenza durante il Medio Regno (2000-1600 a.C.); e si credeva fermamente nel paradigma che le mummie predinastiche fossero realizzate in modo molto semplice, seppellendo il defunto nelle roventi sabbie del Sahara: e che Madre Natura facesse lei! 

Sin.,  Tomb No. 3538, Badarian Period, Mostagedda. The most convincing depiction of the ‘toffee-like’ (presumed) ‘resin’ was effected in the light microscope (1); Dx, "Calibrated ages for the corrected textile dated samples.The table displays the data corresponding to these probability distributions at 68.2% and 95.4% probability.(1)

giovedì 14 agosto 2014

Sardegna e Cipro

Fig. 1. 1) Olla a colletto con anse a gomito rovescio da Pyla-Kokkinokremos (Cipro); 2) Olla a colletto con anse a gomito rovescio di bronzo da Mura Pitzinna-Bonorva (Sassari); 3) Ansa a gomito rovescio di bronzo da Abini-Teti (Nuoro) (dal rif. 1). Si veda anche:  Vaso nuragico a Pyla-Kokkinokremos, fine XIII sec. a.C., 8 GIUGNO 2013;  Foto del giorno: frammento di vaso nuragico ritrovato a Pyla-Kokkinokremos (Cipro), 2 NOVEMBRE 2013; L'Unione Sarda e La Nuova Sardegna: ce ne parleranno?, 23 AGOSTO 2013

mercoledì 13 agosto 2014

Pillole alfabetiche:yod

Dopo la tet ecco la yod. Seppur rara nell'alfabeto protosinaitico di Serabit el Khadim (prima metà del II millennio a.C.), la yod è considerata come uno degli esempi più lampanti del fatto che l' antichissimo alfabeto delle miniere prese a prestito geroglifici egizi e se ne reinventò il valore fonetico utilizzando il principio di acrofonia. 

1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

domenica 10 agosto 2014

giovedì 7 agosto 2014

L'alfabeto nuragico proposto da Giovanni Ugas

Da: G. Ugas, I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’Età del Bronzo e il i Ferro, In: Tharros Felix 5, a cura di Attilio Mastino, Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca. Roma : Carocci, 2013, pp. 295-377


Pillole alfabetiche: tet

Dopo la ḥet, ecco la tet: nel proto-sinaitico (1) non è attestata con sicurezza. Rappresenta un'inserzione nella nostra sequenza alfabetica attuale, in posizione 9 (tra H e I).  

1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).


mercoledì 6 agosto 2014

Vai Costantino! e che l'Emozione ci aiuti

Evidentemente Costantino (di cui non so il cognome, ma cui va un nostro saluto speciale), uno dei partecipanti allo scavo di Monte Prama dell'estate 2014, ha un talento inatteso: dopo aver preso parte in prima persona alla scoperta delle due nuove teste, ha trovato anche ossa umane. La scena è stata mostrata nel TG3 di ieri sera, 05.08.2014, delle h. 19. Negli ultimi due minuti di trasmissione si è parlato degli scavi di Monte Prama, mostrando anche scene umanissime di emozione ed entusiasmo. Bellissimo servizio di Giorgio Galleano e per una volta non si è parlato dei Fenici, ma solo della "grande città nuragica" e delle persone che partecipano agli scavi. 

Fig. 1 : un osso umano messo in luce da Costantino. Dal TG3 delle ore 19 del 05.08.2014, servizio a partire dal minuto 29. 

martedì 5 agosto 2014

I raggi-scheletri: così rari, così introvabili

Nel 1978 R. J. Rowland jr. pubblicò un articolo dal titolo A Unique (Roman ? ) Burial [in Sardinia], (Antiquity», LII, 1978, pp. 149-150): riguardava una sepoltura rinvenuta nel territorio di Villasor, che l'autore ritenne totalmente insolita, ma di epoca romana. Non gli era chiaro, nonostante l'epoca, se la sepoltura fosse "romana", perchè gli scheletri erano disposti a raggiera e questa gli giungeva nuova. Qualche anno dopo, nel 1987, lo stesso autore pubblicò una nota aggiuntiva: era venuto a sapere di una sepoltura, questa volta identificabile come genuinamente nuragica grazie ai materiali associati, nel territorio di Ploaghe-circa 140 km a nord di Villasor. Qui sotto potete leggere la nota di Rowland del 1987 (Postscript to a unique (Roman?) burial in Sardinia, Antiquity, 1987, Vol. 61 Issue 233, p. 461)

Da: Robert J. Rowland jr., Postscript to a unique (Roman?) burial in Sardinia, Antiquity, 1987, 61, p. 461

lunedì 4 agosto 2014

Niente sesso, siamo inglesi

Senusret I (1971-1926 a.C., XII dinastia), durante il festival Sed davanti al dio Min. Da: Petrie, William Matthew Flinders, 1896 Koptos. London: Quaritch. (With a chapter by D. G. Hogarth.). Si noti la didascalia strategicamente posta davanti al fallo del dio Min. 

venerdì 1 agosto 2014

Pillole alfabetiche:ḥet

Dopo la zayin, ecco la ḥet: anche questa lettera, che diverrà la nostra H, pur avendo un suono più gutturale e aspirato, ha una storia duplice negli alfabeti semitici: nel proto-sinaitico è in genere simile geroglifico egizio per "stoppino da candela"; nel proto-cananaico somiglia ad una palizzata, una scaletta o uno scatolotto con cassetti. 
1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).