martedì 30 settembre 2014

O Capitanu! Capitanu meu!

Dedicata a Atropa 

de Nanni Falconi

O CAPITANU! CAPITANU MEU!
De WALT WHITMAN (1865)

O capitanu!Capitanu meu! Su biagiu nostru est acabbadu,
Amus giumpadu onni temporada,l’amus bìnchidu su desigiadu prèmiu,
Su portu est acurtzu,intendo sas campanas, su pòpolu òrulat allegru,

Sighint sos ogros sa carena chìbera, s’atrividu tèteru vascellu
Ma O coro! Coro! Coro!
O sambenosos rujos gutios in su ponte.
Ue est stèrridu su capitanu meu.
Faladu mortu e fritu.

lunedì 29 settembre 2014

La Croce


Tutti gli esponenti della cultura e della politica e tutti i giornalisti della Sardegna, tacciono di fronte a questo orrore: https://untoreblog.wordpress.com/2014/09/26/la-professoressa-aba-losi-quella-del-fallo-nuragico/
e a questo: https://untoreblog.wordpress.com/2014/09/28/nurnet-ercole-contu-e-il-dramma-della-pensione/  e potremmo andare avanti all'infinito.

Per questo la voce di Atropa come autrice da oggi tace: vi sono ancora tre pillole alfabetiche, un impegno con i lettori, e poi ci metteremo una croce sopra. Gli eventuali contributori vedranno ovviamente pubblicati i loro post. Ma io ho chiuso: quando un hobby è fonte di orrore anzichè di relax per il tempo libero, come hobby è ...penoso.
Auguri alla Sardegna ed alla sua storia, alla sua archeologia che non ha uguali nel Mediterraneo.

Pillole alfabetiche: qof

Dopo la tsade ecco la qof. Non ha un apparente controparte geroglifica, sebbene sia stata avanzata l'ipotesi del segno per "babbuino sacro". Nell'alfabeto protosinaitico di Serabit el Khadim (prima metà del II millennio a.C.), il segno è una sorta di 8 o meglio somiglia al segno matematico per "infinito", con le due metà più o meno uguali.  Il suono Q deriva per acrofonia dalla parola semitica per scimmia.
1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

domenica 28 settembre 2014

Iscrizioni da Israele: ma con numeri egizi

Attorno al IX secolo e fino al VI a.C., gli Israeliti "pre-esilici" adottarono alcune tradizioni scribali egizie, in particolare lo script ieratico ed il corrispondente sistema numerale (1). La cosa interessante è che tra il IX e VI secolo circa, gli scribi ebrei della Palestina combinarono il loro sistema scrittorio con una variante paleografica dei numerali ieratici, denominata "Hebrew hieratic": in altre parole scrivevano in mix quando occorreva inserire dei numeri. L'esempio più noto è l' ostracon di Tell el-Qudeirat (antica Kadesh Barnea), considerato un esercizio scribale e risalente al IX-VIII secolo a.C. o al VII secondo la stratigrafia (fig. 1). Il mix sull' ostracon è rimarchevole: il numero 10000, ad esempio, viene scritto combinando il segno egizio per 10 con il numerale "lessicale" "migliaia" del paleo-ebraico (2).

sabato 27 settembre 2014

Ancora news da Mont'e Prama: Ritrovato il 31° Gigante

Immagine dall'Unione Sarda: statua di pugilatore ritrovata giovedì
Monte Prama ci regala la trentunesima scultura nuragica, lo ha reso noto ieri l’archeologo e docente dell’Università di Sassari Raimondo Zucca durante un convegno ad Alghero, dove è stato presentato il volume “Giganti di Pietra”.

Pillole alfabetiche:tsade

Dopo la pe ecco la tsade. Nonostante le apparenze, una delle lettere di più difficile e tarda identificazione nell'alfabeto protosinaitico di Serabit el Khadim (prima metà del II millennio a.C.), dove appare come una sorta di "pianta", simile alla kaf più tardiva.  La lettera, che rende la nostra zeta sorda (come in marzo), evolverà in seguito in un segno zig-zagante che la richiama da vicino.


1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).


venerdì 26 settembre 2014

Il bronzetto di Vulci chiamato il "sacerdote-pugilatore"

Fig.1: il bronzetto di Vulci, dalla
"Tomba dei bronzetti sardi"
Dal sito del Museo di Villa Giulia, Roma: "Figura umana con alto cappello troncoconico, lunghi capelli intrecciati sul petto, abito con terminazione a punta nella parte posteriore; braccio destro piegato, sull'avambraccio una guaina da cui pende un oggetto di forma sferoidale; un grande "scudo" ripiegato intorno al braccio sinistro; sandali aperti ai piedi; poggia su di un supporto a forcella. Gli elementi di vestiario trovano confronti con figure di sacerdoti, in particolare il cappello troncoconico e la presenza dei sandali, elemento raro nelle altre raffigurazioni. A rappresentazioni di pugilatore sembra rinviare l'abito terminante a punta sul retro, lo scudo in cuoio ripiegato, che generalmente è però portato sopra la testa e, soprattutto, la guaina con l'elemento globulare pendente che riveste il braccio destro. Si tratterebbe quindi di una figura complessa, di sacerdote-pugilatore, portatore di scudo, connesso con i ludi, una figura quindi con un significato simbolico e rituale estremamente spiccato. Queste categorie di bronzetti, frutto di una produzione che inizia già nel Bronzo finale e perdura per tutta la prima età del ferro, in Sardegna hanno carattere prevalentemente votivo; si trovano, infatti, quasi esclusivamente nei santuari, dove venivano offerti alla divinità come ex-voto. La loro destinazione, una volta giunti in Etruria, sembra mutare, divenendo prevalentemente funeraria; le particolari caratteristiche del rito funerario villanoviano consentono, però, di affermare che il carattere votivo di questi oggetti si conserva. Infatti, è stato ipotizzato che questi oggetti, probabilmente più antichi del contesto nel quale sono stati rinvenuti, siano conservati a lungo nella famiglia, e pur perdendosi la memoria della loro destinazione originaria, si conserva il ricordo della loro destinazione votiva come "pietas" rivolta ai parenti anziché alle divinità."

giovedì 25 settembre 2014

Eccolo: il nuovo Gigante

#Blog_Post #Giants_Of_Monte_Prama #Sardinia
Quasi in diretta dal TG Videolina delle 19 del 25 settembre 2014..un momento storico.

News dagli scavi di Monte Prama


Immagini del nuovo straordinario Gigante, dal profilo Twitter di Nicola Pinna 

La tavoletta di Dispilio: 5202 ± 123 anni a.C., così dice la datazione al carbonio

"The most unexpected of the finds, a cedar tablet the lake carved with 10 rows of “signs” was 14C dated to 5202 ± 123 BC, and is the oldest known engraved wooden tablet. In addition, clay tablets and other clay finds engraved with similar signs were also unearthed from layers dated either to the end of the Middle Neolithic or to the Late Neolithic I period. The dating of the Dispilio engraved finds is similar to those that appeared in southeastern Europe around 5300 BC, some 2000 yr earlier than any other known writing. These signs and inscriptions are considered by some scholars a specific script of literacy (Winn 1981; Merlini 2005; Lazarovici and Merlini 2005; Owens 2009). If this proves to be a primary source of written communication, the history of writing should be reconsidered and Neolithic societies can no longer be considered “societies without writing.” (1). 


martedì 23 settembre 2014

Pillole alfabetiche:pe

Dopo la 'ayin ecco la pe: nell'alfabeto protosinaitico di Serabit el Khadim (prima metà del II millennio a.C.) è un segno ad angolo, per poi evolvere in una sorta di "manico d'ombrello. E' comunque una lettera piuttosto rara e dall'origine non chiara. 
1. Varianti di lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

lunedì 22 settembre 2014

Un' impossibile storia d'amore

Fig. 1: bronzetti di toro con la colombella tra le corna (Da: Giovanni Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, Illisso editore, 1966).

domenica 21 settembre 2014

Falli di cultura nuragica

Betilo da Silanus, tomba di giganti di Sa Pedra Longa “con segno dell´orifizio del glande nella parte superiore” Da: G. Lilliu, "Betili e betilini nelle tombe di giganti della Sardegna", in Atti dell'Accademia nazionale dei Lincei, IX, VI, 4, 1995, p. 426 ss.

venerdì 19 settembre 2014

Il Venerdì di Monte Prama

Il Venerdì di Repubblica del 19 Settembre 2014 dedica un articolo (pp. 66-68) alle statue di Monte Prama, a firma Cristina Nadotti. Il titolo può apparire provocatorio, ma solo per chi non sia famigliare con questo complesso scultoreo: E se la Grecia avesse copiato dalla Sardegna? L'autrice si riferisce ovviamente alla datazione delle sculture di Cabras, che piano piano sta scivolando sempre più indietro: [..] se fosse stata confermata la datazione al IX secolo avanti Cristo, ormai largamente accettata dagli studiosi, le grandi statue a tutto tondo sarebbero state le più antiche del Mediterraneo, antecedenti ai kouroi dell'antica Grecia, seconde solo ai colossi egizi [..]. A me non risulta che quella del IX secolo sia una datazione largamente accettata dagli studiosi, ma alla giornalista gli studiosi devono aver detto così: sicuramente non viene sbandierata  a tutto spiano.

giovedì 18 settembre 2014

Pillole alfabetiche:'ayin

Dopo la samek ecco la 'ayin. L' occhio, che poi evolverà prima in un cerchio con puntino e poi in un semplice cerchio. Nell'alfabeto protosinaitico di Serabit el Khadim (prima metà del II millennio a.C.) è rappresentato in modo molto simile al geroglifico D4 con lettura "iri". 


1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).


mercoledì 17 settembre 2014

Barchette nuragiche fittili

"Non solo bronzo: le navicelle venivano realizzate anche in terracotta. A Su Mulinu di Villanovafranca, dal vano trasformato in luogo di culto, provengono centinaia di lucerne a forma di navicella.Esposte al Museo di Villanovafranca, sono ora in prestito alla mostra "L'isola delle torri" (Dalla pagina Facebook di "Isola delle Torri"). http://www.isoladelletorri.beniculturali.it/

9000-7000 a.C. e nel Mediterraneo già si navigava alla grande: parola di archeomammiferi

di Atropa Belladonna
Fig. 1. Frequenza cumulativa dell'immigrazione di piccoli mammiferi (non volatili) per le 5 "vere" grandi isole del Mediterraneo: Cipro, Creta, Sardegna, Corsica e Maiorca (1). Con "vere" l'autore designa isole che siano rimaste separate per un periodo di tempo sostanziale, soggettivamente definito dall'autore come un periodo che va circa dall'inizio dell' Olocene (ca. 10000 a.C.).  Il "picco" di immigrazione dei mammiferi verso le grandi isole si ha attorno a 7800 anni fa, cioè ca. 5800 a.C.. BP = Before Present (prima dell'epoca presente).

martedì 16 settembre 2014

Nurdole chiama Egitto (in diretta)

Fig 1: due bronzetti particolarissimi dal nuraghe Nurdole di Orani (Dal rif. 1a). a. la Fadda individua in questo bronzetto due personaggi e un possibile atto omosessuale. Altrove viene definito "faraone trionfante", seguendo la stessa autrice (1991) (2,1b); b. bronzetto itifallico ed in chiara posa mummiforme (3). La Fadda scrive che "la nudità rituale sconosciuta nella bronzistica nuragica indica le nuove influenze proveniente dal mondo orientale" (1a)

domenica 14 settembre 2014

Pillole alfabetiche:samek

Dopo la nun ecco la samek. Lettera non attestata in modo certo nel proto-sinaitico o nel proto-cananaico, per alcuni autori è rappresentata dal "pesce" che per la maggioranza è però una dalet. La forma a "lisca di pesce" del fenicio "standard" ricorda la djed egizia (ger. R11), cche dal Nuovo Regno in poi si identifica con la "spina dorsale" di Osiris, assumendo forte valenza simbolica, soprattutto di "stabilità".  


1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

sabato 13 settembre 2014

venerdì 12 settembre 2014

Pillole alfabetiche:nun

Dopo la mem ecco la nun. Il famoso "serpentello", forse riconducibile a due geroglifici egizi: il cobra a riposo (D) e la vipera cornuta (F). Nell'alfabeto protosinaitico di Serabit el Khadim (prima metà del II millennio a.C.) è rappresentato in modo vario, per poi stabilizzarsi in un segno a zig-zag obliquo negli alfabeti semitici più tardi. Il suono N deriva per acrofonia dalla parola semitica per serpente, nachash. 

1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).


martedì 9 settembre 2014

Ma guarda cosa ti spunta tra i segni numerali e di scrittura: una rotella..

No, no, nessun colpo di testa e nessuna illusione: non è la nostra rotella del nuraghe Palmavera. E' una rotella o rotellina o rotellona di piombo, e proviene dal pozzo sacro nuragico di Sant'Anastasia (Sardara). E no, Ugas non ce la mostra, ce la racconta però e ci dice che è piatta, piccola (?) e di funzione ignota; secondo Ugas il segno inciso su di essa a freccia asimmetrica vale A e anche 1 (fig. 1).
Fig. 1 Da: G. Ugas, I segni numerali e di scrittura in Sardegna tra l’Età del Bronzo e il i Ferro, In: Tharros Felix 5, a cura di Attilio Mastino, Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca. Roma : Carocci, 2013, pp. 295-377

domenica 7 settembre 2014

Antichi flautisti

Immagine da questo sito.  Figurine of an Ithyphallic Man Playing the Double FluteEgypt, Late Period - Roman Period (711 BCE - 100 CE); Sculpture Bronze;  Gift of Carl W. Thomas (M.80.203.162);  Height: 4.9 cm. 

sabato 6 settembre 2014

Pillole alfabetiche: mem

Dopo il lamed ecco la mem. Legata a doppio filo al geroglifico egizio per acqua (ger. N35) che però foneticamente è il suono monoconsonantico "N", ne ha per lo più la medesima orientazione nell'alfabeto protosinaitico di Serabit el Khadim (prima metà del II millennio a.C.). Il suono M deriva per acrofonia dalla parola semitica per acqua, mem o maym. 

1. Lettere proto-sinaitiche da Serabit-el-Khadim (XVIII-XVII secolo a.C.) secondo la sequenza di Orly Goldwasser (1); 2. Lettere nell’ ostracon di Isbeth Sartah (ca. 1100 a.C.); 3. Parziale riproduzione delle lettere nel cosiddetto abbecedario di Tel Zayit (X secolo a.C.); 4. Alfabeto ebraico/fenicio arcaico nel calendario di Gezer (X secolo a.C.); 5. Corrispondenti fonetici nell’ alfabeto fenicio (2, 3, 4 e 5 modificati da C. Rollston, The Phoenician Script of the Tel Zayit Abecedary and Putative Evidence for Israelite Literacy, Cap. 3 in Literate Culture and Tenth-Century Canaan: the Tel Zayit Abecedary in Context, Eisenbrauns, 2008).

giovedì 4 settembre 2014

I RESPINTI AMORI DI MAFALDA DA SEMESTENE

di Alberto Areddu

Breve riassunto delle puntate precedenti: in un articolo che potete trovare su academia.edu (la lettura è preliminare), ho rivelato che una misteriosa epigrafe della Chiesa di San Nicola di Trullas, non sia interpetrabile come una epigrafe etrusca (come ebbe a sostenere, primo e unico, Massimo Pittau) né che debba esser letta con chiavi insensate fornite da altri studiosi o indagatori. In pratica la traduzione è: ancora son vivo ancora/per dare pene a te che deriva da un distico (in origine forse una quartina) ancora ben conservato in ambito popolare in quel di Chiaramonti. Orbene chiamato in causa M. Pittau è intervenuto sul sito archeofilo pierluigimontalbano.blogspot.com dove, dopo aver riconosciuto en passant di aver preso un abbaglio (peraltro mai ammesso precedentemente) e detto che "Alberto Areddu… ha messo le basi essenziali - a mio giudizio - per una esatta interpretazione dell'iscrizione e pure quelle di una sua verosimile traduzione" subito dopo se ne ritrae perché dice:

mercoledì 3 settembre 2014

Un altro "doppio-betilo": ma stavolta è mini e ha i piedi; cose che capitano.

Bronzetto nr. 266 del catalogo Lilliu : "E' ipotesi plausibile che la figurina  rappresenti un doppio betilo antropomorfizzato in parte[..] Evidente il confronto con la pietra a doppio betilo di Santa Vittoria di Serri" (1).

martedì 2 settembre 2014

Sei nobile? allora non farlo vedere

di Atropa Belladonna

Fig. 1. Il tempio di Seti I (XIX dinastia, 1290–1279 a.C.)  ad Abydos-cappella di Amun-Re. Da questo sito. Si noti a sinistra il dio con gli attributi di Min (il flagello, il fallo eretto e la posa a piedi uniti, mummiforme); a destra il dio nell'atto di incedere e piedi disuniti: in questa posa (bipedal stance) la divinità non veniva mai presentata in forma itifallica. Il fallo del faraone e di altri nobili non veniva invece mai rappresentato, almeno dal Nuovo Regno (iniz. 1550 a.C.) in poi (1,2).