sabato 28 febbraio 2015

Dall'Egitto alla Sardegna: gli scarabei in pillole. I nomi regali (II): Thutmosis III

(vd. I parte)
Un caso particolare è quello degli scarabei dalla Sardegna recanti il nome regale di Thutmosis III (1479–1425 a.C., XVIII dinastia), alcuni dei quali riportati nel catalogo Scandone (1). Come spiega l'archeologo Michele Guirguis: "Il prenome del faraone Thutmosi III appare enormemente diffuso tra il Levante e l’estremo Occidente atlantico soprattutto a partire dal I millennio a.C. nonché, ovviamente, in Egitto da epoca anteriore. La fortuna di cui godette l’appellativo Mn-khpr-Ra è certamente connessa da un lato alla combinazione dei segni costituenti il quarto dei cinque titoli del protocollo reale (dai quali si ottiene il criptogramma acrofonico con valore fonetico Jmn-Ra = Amon-Ra), dall’altro lato al grande prestigio del faraone Thutmosi II il quale, insieme con Amenofis I, venne anche venerato come patrone tutelare dei defunti soprattutto a partire da epoca ramesside." (2). La datazione degli scarabei recanti questo nome risulta quindi particolarmente complessa. Una particolarità di alcuni scarabei sardi è la sostituzione del segno kheper (lo scarabeo) con il segno  per "cuore" ('ib), morfologicamente simile ed equivalente per quanto riguarda la crittografia amunica (fig. 6 e 7); tale caratteristica induce la Scandone a parlare di opera locale (1). 
N.B.: la lista è sicuramente non esaustiva, visto il grande numero di scarabei recanti questo nome. 

Thutmosis III (1479–1425 a.C., XVIII dinastia)


venerdì 27 febbraio 2015

Monti Trigu, il magnifico


L'auto oltrepassa Monti Prama, lasciandosi dietro l'area di scavo. Prosegue verso nord: il traguardo è Monti Trigu, "il colle a forma piramidale", distante un paio di km dal più famoso colle dei Giganti. Stefanno Sanna ci regala un altro video, in uno dei luoghi più ricchi di poesia e di storia della Sardegna. Una storia (quasi) tutta da scoprire. MP

Fig. 1 Alla fine del video: il magnifico tramonto sullo sfondo di Monti Trigu. 
https://www.youtube.com/watch?v=ZDora-C-O18

giovedì 26 febbraio 2015

UNA CASA PER I GIGANTI: “TRA” IL SILENZIO E LA LUCE"

di Angelo Ledda 

Nota introduttiva:
E' stato presentato nelle scorse settimane il progetto definitivo di ampliamento del Museo Civico G. Marongiu di Cabras che dovrà ospitare i reperti del sito di Monti Prama. Sono autori del progetto gli Architetti Walter Deiana, Renata Fiamma, Simone Lumbau e Maria Grazia Satta, vincitori del Concorso di idee bandito nel Luglio del 2011 dal Comune di Cabras “Finalizzato alle definizione dei contenuti architettonici e paesaggistici per la creazione di un polo museale con l’ampliamento del museo civico Giovanni Marongiu al fine della musealizzazione di una parte del patrimonio scultoreo dei giganti di Mont’e Prama”, al quale parteciparono 31 progetti di studi di architettura e ingegneria operanti in Sardegna (9), nella Penisola (20), in Bulgaria (1) e in Portogallo (1). 

martedì 24 febbraio 2015

Schizzi

di Stella del Mattino e della Sera

Oggi che come al solito sono impegnato a fare niente e sto con le dita nel naso,  non mi cade l'occhio su La Nuova  del 24 febbraio 2015 p. 31?  
C'è una bella foto del professor Marcello Madau con i capelli abbastanza pettinati e vicino c'è una foto "segnaletica" di Gigi Sanna degli Istentales. Ohimamma che ha fatto poveretto? Vincendo la connaturata mia prigrizia leggo costernato: Gigi Sanna vuole andare all'EXPO per cantare una canzone scritta da Gigi Sanna e Marcello Madau non vuole! Per impedire questo misfatto il noto professore e archeologo nonchè giornalista ha scritto una "lettera aperta al Presidente Francesco Pigliaru e all'Assessore alla Cultura Claudia Firinu, Regione Autonoma della Sardegna". La Nuova gliela ha pubblicata volentieri (grazie: è uno dei giornali dove scrive, voglio ben vedere!); non senza fargli un piccolo tiro mancino. 

Come che sono sicuro che in tanti non hanno capito mi provo a spiegare ai più e ai dippiù la lettera, altresì provo a rispondere ad alcune domande che il professore sembra farci a tutti o ai suoi pari. Io nell'incertezza lo rispondo. Un pò anche lo domando.

"Davvero siamo figli dei "tori della luce"?
(Stella: forse alcuni di noi sì, ma stia tranquillo professore: lei no).

di Marcello Madau

Egregio Presidente Pigliaru, gentile Assessore alla Cultura Firinu, a prescindere dal giudizio non unanime sulla bontà dell’iniziativa EXPO 2015, leggo su ‘La Nuova’  di domenica 15 febbraio che la Regione Sardegna  potrebbe esservi rappresentata da una canzone con testo scritto in una presunta lingua nuragica e dedicato ai Giganti di Mont’e Prama, “figli del sole, tori della luce, padri santi, signori giudici re”, nonché seguaci di Yahweh.
 Non entro nel merito della questione della scrittura e lingua nuragica (quella utilizzata nella canzone è respinta dalla comunità scientifica sarda), né in tante cose che mi sembrano bizzarre, come la presenza di Yahweh nella religiosità nuragica, parole come shalom, e del  generale tono militaresco-patriottico;  nemmeno su imbarazzanti questioni giuridiche (recenti sentenze hanno riconosciuto come falsi alcuni documenti presenti nel contesto più generale di queste ricostruzioni, pertinenti secondo studiosi accreditati ad un ‘officina falsariorum’). 
(Stella: sa che lo studioso accreditato che ha parlato di ‘officina falsariorum’ collabora al progetto? Eccolo lo scherzetto che le ha giocato il suo giornale!*).

lunedì 23 febbraio 2015

I colori e i segni del cairn di Barnenez (Finistère, FRA)

Fig. 1. Il lato nord della camera H del cairn complesso di Barnenez a Plouezoc’h, nella Bretagna settentrionale (1): appartiene alla II fase di costruzione (4500-3900 a.C.) (fig. 2).  L'entrata alla camera mortuaria H è marcata da una statua-menhir a forma di fallo (fig. 3), ornata con motivi che si ripetono in altre parti della camera, segnatamente sugli ortostati (fig. 4) (1, 2)

domenica 22 febbraio 2015

Le sculture di Monte Prama: Età del Bronzo, parola di archeologi


Sempre più voci di addetti ai lavori (es. F. Lo Schiavo,  L. Usai, V. Leonelli, V. Santoni, F. Campus) si levano in favore di una maggiore antichità delle statue di Monte Prama rispetto al canonico "metà o fine dell' VIII sec. a.C." (fig. 1). A fianco delle analisi archeometriche, abbiamo anche considerazioni di tipo prettamente archeologico che riportano il sito all'epoca del Bronzo Finale (ca. 1170-950 a.C.). Addirittura alcuni autori considerano le statue molto più antiche delle tombe (fig. 2), anche se ciò è oggi contraddetto dalle datazioni al radiocarbonio degli inumati. Si noti come le nuove datazioni proposte per Monte Prama, si accordino con i dati  che emergono dal sito nuragico di Sa Osa sui semi di melone e di uva (1350-1150 a.C.), e con i dati archeometrici sulla laguna di Mistras.  MP

mercoledì 18 febbraio 2015

I meloni da record di Sa Osa (Cabras)

I più buoni, i più grossi o i più dolci? non si sa: di certo sono finora la più antica testimonianza certa di coltivazione di questo frutto nel  bacino mediterraneo. E' l'annuncio dato oggi dall'ufficio stampa dell'Università di Cagliari: i semi rinvenuti nel pozzo N del sito nuragico di Sa Osa, risalgono al 1310-1120 a.C. Parola di radiocarbonio: si conferma così la stessa datazione dei semi di vite (1350-1150 a.C.), dal medesimo sito di Cabras. MP 

vd. anche: Il sito nuragico di Sa Osa, Cabras: le meraviglie dei pozzi N, U,V: semi di Vitis vinifera del 1350-1150 a.C., 29 GENNAIO 2015

Perle d'Egitto o...?

Fig. 1. Esempi di vaghi in faïence e/o vetro da Villa San Pietro, Perda ’e Accutzai; materiali dalla tomba megalitica ascritti al Bronzo Recente (ca. 1370-1170 a.C. ) (1)Il corredo conteneva oltre un migliaio di vaghi in materiale vetroso, prevalentemente piccole perle discoidali in faïence  con variabili aggiunte di vetro (1,2,3,4) e di diametro massimo pari a 6 mm. La 4 cilindrica segmentata in faïence. Il 7 è un bottone a rosetta con profilo piano-convesso e 11 incisioni radiali ed una particolare composizione, senza confronti noti, per "certi versi simile al vetro HMG (alta % di magnesio); la 10 è una perla in vetro HMG, di colore blu scuro-nero con decorazione spiraliforme in filo di vetro bianco. Il bottone 7 e la perla 10 trovano le migliori controparti in Egitto o nelle zone siro-palestinesi con forti legami con l'Egitto di fine XIV-XI sec. a.C. (1)

martedì 17 febbraio 2015

Un nuovo re per Arcu de Lampus

di Francu Pilloni

Amico mio, ho una triste nuova: è morto Drediu de Arcu.
Pace all’anima sua, che chiuda con dignità la sua vicenda umana!, ti verrà da esclamare d’impulso giacché, senza  conoscerlo, ne ignoravi l’esistenza. Sappi che io stesso, mentre mi trovavo in Egitto, ho saputo dell’evenienza non propriamente da un egizio, bensì da un abitatore della Grande Isola del Nord, che anch’esso s’accompagnava al mio ospite egizio. Quei raccontò con dovizia senza alterazione nella voce, semplicemente nel dispiacere, essendo stato suo fratello il re morto di Arcu de Lampus (τόξο της αστραπής) e tanto ti dico, senza alcunché di particolare tralasciare, se non quello che mi parve fuori contesto.

lunedì 16 febbraio 2015

Gigi Sanna canta Gigi Sanna: Mont' e Prama, una canzone per Expo 2015

Shalóm Nephilím bené shamásh / nur’akúsh ’abaím sa’án / shalóm ’olám’oz hýh / láb Yhw malakím shardán

Salve giganti figli del sole / tori della luce padri santi / salve eterna forza della vita / cuore di Yhw  signori giudici re

Da "La Nuova Sardegna" , 11.02. 2015:

Frasi celebri per il sito di Monte Prama

#Blog_Post #Giants_Of_Monte_Prama #Sardinia

a. “L’archeologia e la storia sono discipline rigorose, come la matematica o la biologia” (Rubens D'Oriano, 2015)

a1. “Il santuario (di Monte Prama, ndr) viene comunemente datato tra la fine del IX e la fine dell’VIII secolo a.C., dunque tra l’825 e il 725 circa, in un momento in cui l’unica comunità non autoctona che stava giungendo quasi alla spicciolata lungo le coste della Sardegna sud-occidentale ed era in corso di consolidamento era quella dei Fenici di Sulky, attuale Sant’Antioco. Sia detto per inciso che i Fenici di Tharros erano ancora di là da venire.” (Piero Bartoloni, 2015)

a2. Dirimente [per la cronologia delle statue di Monte Prama] appare la ricostruzione – ad oggi neppure tentata – delle vicende alla base della formazione urbana di Tharros: le statue di Monte Prama non possono infatti essere che il volto alternativo di quell’insediamento, poiché il loro statuto eroico presuppone un controllo indigeno sull’emporion fenicio” (Mario Torelli, 1984)

sabato 14 febbraio 2015

Archeometria a Monte Prama. 2. Gli inumati: sesso, età e altre notizie

Dalla necropoli di Mont’e Prama (Cabras) provengono i resti di 41 individui rinvenuti in giacitura primaria in tombe monosome (fig.1). 
Dai pozzetti fn,r, s provengono resti incompleti ed in pessimo stato di conservazione (fig.2); si conservano meglio quelli provenienti dalle altre sepolture, in genere con tutti i distretti scheletrici, anche se incompleti e frammentari. Il loro stato non consente l’analisi sistematica e la valutazione statistica dei caratteri antropologici, comunque segnalati nei casi rilevabili. Gli aspetti dimensionali si valutano a volte solo visivamente, non potendosi rilevare misure ed indici. 
Le superfici mostrano due tipi di erosione — uno molto avanzato, fino alla scomparsa degli strati superficiali e alla riduzione degli spessori ossei, l’altro meno invasivo — indicanti una situazione microambientale eterogenea nelle sepolture. 

giovedì 12 febbraio 2015

A volte i giornali...


Pubblichiamo, senza commento, un articolo comparso ieri su "La Nuova Sardegna".

"CAGLIARI. Da una parte Nurnet, una fondazione vicina ai Riformatori sardi che si candida a gestire la rete dei nuraghi e i siti storici dell’isola. Dall’altra un agguerritissimo gruppo di archeologi nascosti dietro l’anonimato, che attraverso il blog l’Untore bersaglia senza pietà i titolari della fondazione. In mezzo alla battaglia di parole, diventata già un caso giudiziario con dieci querele per diffamazione e un’inchiesta internazionale affidata alla Polizia postale, gli ignari giganti di Mont’e Prama, passati in pochi mesi dallo stato di muti colossi di pietra riemersi dal passato dell’isola a quello di simboli della Sardegna sui quali molti, soprattutto ai piani alti della politica, vorrebbero mettere le mani. L’idea. L’origine di Nurnet è l’idea del geometra cagliaritano Antonello Gregorini - vicinissimo al leader dei Riformatori Massimo Fantola - e del dirigente regionale in pensione Giorgio Valdes, presidente e vicepresidente della fondazione: mappare i nuraghi dell’isola per creare un geoportale consultabile online e una app da caricare sugli smartphone («tutti i nuraghi in un click»). Per realizzarla i due amici mettono insieme qualche decina di soci privati, chiamati a quotarsi. Il passo successivo è una presentazione alla stampa in cui Gregorini, senza che nessuno gliel’abbia chiesto, si candida implicitamente riferimento regionale per gli appassionati di archeologia sarda.

Hampsicora and Hostus: 215 BC, the battle

Fig. 1. From: Chiara Blasetti Fantauzzi, Salvatore De Vincenzo. 2013. Indagini archeologiche nell’antica Cornus (OR). Le campagne di scavo 2010 – 2011 . FOLD&R: 275. Historical Cornus has been identified at the top of Corchinas hill. The battle described by Titus Livius (64 or 59 b.C – 17 a.C.) and Silius Italicus (ca. 28-103 a.C.) (vide infra) took place at the Campu 'e Corra plateau, 215 b.C. during II Punic war. 

mercoledì 11 febbraio 2015

Sa Sartiglia di Oristano in diretta streaming

Siamo lieti di annunciare che abbiamo aderito all´iniziativa di diretta streaming per l´imminente Sartiglia di Oristano. L´evento, senza precedenti, sará trasmesso in tre lingue (inglese, sardo, italiano): Domenica 15 e Martedì 17 Febbraio 2015 dalle ore 11:30 alle ore 18:30. Per assistervi basta aprire la pagina nel banner a destra dal titolo: Sa Sartiglia di Oristano in tre lingue oppure semplicemente fare click su questi indirizzi: http://castia.me/live o http://monteprama.blogspot.de/p/blog-page.html


"Castia.me in collaborazione con EjaTV e Fondazione Sa Sartiglia è lieta di presentare la diretta streamig AllWeb® de Sa Sartiglia 2015. Un evento che unirà sul web tutta l'isola in un'unica grande festa, con centinaia di siti che rilanceranno e promuoveranno la diretta."  http://castia.me/live

lunedì 9 febbraio 2015

Le news dai Lincei: conosceremo il volto dei Giganti?

Dopo il Monte Prama day ai Lincei (Accademia Nazionale dei Lincei, Giornata di Studio: "I riti della morte e del culto di Monte Prama-Cabras", Palazzo Corsini, via della Lungara, 10 Roma, 21.01.2015, h 9.30), il giornalista Giorgio Galleano ha intervistato alcuni dei relatori. Ecco il testo del servizio andato in onda il 22 Gennaio 2015 sul telegiornale di Rai3.  https://www.youtube.com/watch?v=gvRMv2qgagY

servizio di Giorgio Galleano per il TG3 del 22.01.2015

Altre decine di tombe, almeno tre templi e un recinto sacro che fa pensare ad una sorta di stadio. Le analisi geofisiche del sito di Monte Prama mostrate ieri ai Lincei alzano un altro velo sull'immenso santuario, sulle sue statue giganti e sugli eroi che qui furono sepolti quasi tre millenni fa.
G. Ranieri: "E' una serie di filari di tombe. Uno esteso, e l'ho forse detto, 120 metri e forse anche di più"
Domanda: " Si parla di molti edifici anche."
G. Ranieri: "Sì, ce ne sono almeno tre che sono tra l' altro quasi tutti delle stesse dimensioni".

domenica 8 febbraio 2015

Il piombo di Monte Prama: dalle miniere di galena dell'Iglesiente

Dei tre recentissimi volumi dedicati alle sculture del sito di Cabras, quello con sottotitolo "Conservazione e restauro", a cura di  Antonietta Boninu e Andreina Costanzi Cobau, è decisamente il più affascinante. Il volume è facilmente acquistabile come e-book per 45 euro o in cartaceo + CD multimediale (su questo sito). La prima notizia che ne estraiamo riguarda un singolare aspetto: gli inserti di piombo scoperti su alcune delle sculture derivano dalle miniere di galena di Monteponi nell'Iglesiente (1). MP.


Dal (rif. 1) "RIASSUNTO. Quattro inserti in piombo ospitati in piccole cavità di tre statue e di un modello di nuraghe sono stati sottoposti ad analisi della composizione isotopica del piombo. La peculiare e omogenea composizione isotopica dei quattro inserti è indicativa di una singola fonte di approvvigionamento del metallo, identificabile con l’area mineraria di Monteponi-San Giovanni (Iglesiente). Questo risultato prova l’esistenza di un’attività estrattiva in Sardegna durante l'età nuragica. [..]. In questa comunicazione vengono presentate analisi isotopiche condotte sugli inserti di piombo di Mont'e Prama. Gli isotopi del piombo hanno permesso di tracciare l'origine del minerale di piombo, galena, utilizzato per produrre il metallo impiegato a Mont'e Prama[..]". (1)

sabato 7 febbraio 2015

VILLA VERDE. Il talismano dell'occhio di Y(hwh). L'iterazione logografica in nuragico

# Gigi Sanna e il codice nuragico

di Gigi Sanna

La scrittura nuragica a rebus, come abbiamo visto (1), usa molti modi (ma tutti sempre riconducibili al sistema in mix) per esprimere il linguaggio formulare 'sacro' della divinità yhwh. Uno di questi è quello di adoperare i segni schematici, molto schematici e per questo talvolta ambigui (2), che tendono a confondere,  depistare, a rendere l'oggetto apparentemente  decorativo, a far sì che sia sempre difficile scoprire da dove inizi la lettura, come continua  e dove essa termini e se quella lettura sia una sola o possa essere affiancata da altre letture.
   

giovedì 5 febbraio 2015

Segni "forse alfabetici" e "più facilmente fenici" a Monte Prama


[..[L'acquisizione di grafemi di un alfabeto semitico (più facilmente fenicio) da parte dei Sardi di Mont'e Prama nel quadro delle interazioni culturali dell'VIII secolo a.C. andrà, in future ricerche, chiarita. Allo stato delle indagini dovrà segnalarsi la problematica presenza di singoli segni, forse alfabetici, in alcuni frammenti di modelli di nuraghe constatata da chi scrive e da Antonietta Boninu, direttrice della Soprintendenza per i Beni Archeologici si Sassari e di Nuoro, in occasione di un sopralluogo del giugno 2008 nel Centro di restauro di Li Punti (nota 69). 
Da: Raimondo Zucca, I Phoinikes nel Sinis, In: Le sculture di Mont'e Prama - Contesto, scavi e materiali, a cura di: M. Minoja & A. Usai,  Gangemi Editore, 2014, pp. 73-102 (pag. 82)

(Nota 69: USAI A. 2009, Cenni sul Montiferru e la Planargia meridionale in età nuragica, in PES P., Archeologia tra Planargia e Montiferru (a cura di A. Usai e T. Cossu), Cagliari, pp. 263-296).

mercoledì 4 febbraio 2015

Archeoveri e Archeofanti


di Stella del Mattino e della Sera

E' comparso su faccialibro un gruppo segreto, chiuso, blindato ecc.. In effetti più che comparso sarebbe più appropriato dire che è scomparso, più che fondato è stato sfondato. Fa uguale. Il suoi genitori l'han battezzato Fantarcheologia sarda.
Come che siam tutti pettegoli e curiosi al maxi, tutti dicono tutto a tutti e il gruppo è il segreto di Pulcinella.
La cosa più bella è che c'era lì dentro una cover image (foto 1) dove si potevano riconoscere svariati personaggi delle cronache mondane: essi vennero doverosamente divisi in due gruppi da una linea nera orizzontale rappresentante un confine minato. Sopra: gli Archeoveri. Sotto quelli variamente declinati sotto la sigla "Fanta" - più spesso che altro Fantarcheologi (da cui il nome del gruppo segreto, chiuso, blindato ecc.). 
Nel seguito si denominamo Archeofanti
Se qualcuno mi ruba le definizioni Archeoveri e Archeofanti pianto un casino! 

lunedì 2 febbraio 2015

Notte al Museo-Performance Art: il fortissimo museo di Arturo Maria Pirodda

Su facebook c'è un gruppo travolgente che parafrasando il famoso film, lo trasla sui reperti archeologici sardi: Notte al Museo-Perfomance Art. Bravissimi! Come non rubacchiare qualche foto, tanto più che anche la nostra Romi-blogger vi ha contribuito dopo le interessanti news sulla datazione delle tombe di Monte Prama all'XI-IX sec. a.C.. Ecco un assaggio di questi frizzanti e simpaticissimi artisti guidati da Arturo Maria Pirodda (AMP).